

Ente competente: Associazione Lamba Doria
Definizione del bene: Monumento ai Caduti Italiani d’africa
Luogo: Siracusa
Data: Costruzione 1938 Inaugurazione 1968
Trascrizione: Siracusa ricorda i Caduti del piroscafo Conte Rosso Affondato da sommergibile britannico al largo di Capo Murro di Porco la sera del 24 maggio 1941 mentre trasportava soldati Italiani a servire la patria sul suolo africano sia ad essi onore e Memoria Notizie storico – critiche: Il monumento ai caduti in Africa è stato progettato nel 1938 da Romano Romanelli. L’opera, destinata alla cittĂ di Addis Abeba in Etiopia, è stata realizzata in epoca fascista per ricordare la campagna per la colonizzazione dell’Africa Orientale. La conquista dell’Etiopia, portata a termine nell’arco di sette mesi (ottobre 1935 – maggio 1936), è la conseguenza pratica delle mire imperialistiche di Mussolini e della necessitĂ di rilanciare il prestigio del regime fascista. La guerra di Etiopia fu accompagnata da una propaganda martellante che insisteva sulla necessitĂ per l’Italia di avere un “posto al sole” e di trovare uno sbocco economico per la sua popolazione. L’impresa fu condotta ricorrendo ad ogni crudeltĂ nei confronti delle popolazioni locali, incluso l’utilizzo di gas asfissianti. Le vicende della seconda guerra mondiale e la perdita delle colonie ne fermano la partenza. PiĂą tardi, nel 1952, il governo decide di portare l’opera di Romanelli a Siracusa, in Sicilia. Siracusa è scelta come destinazione dell’opera in quanto, durante il periodo fascista, il porto della cittĂ aretusea era considerato il piĂą importante trampolino per le colonie. Il fatto che il monumento sia espressione del periodo fascista, epoca da cui si vorrebbero prendere a ragione le distanze, suscita all’epoca perplessitĂ e dubbi sull’opportunitĂ o meno di montarlo. Dopo una lunga discussione su dove collocarlo fu lo stesso autore Romano Romanelli, ad individuare come luogo ideale lo slargo che si trova su piazza dei Cappuccini, proprio a picco sul mare. Romanelli dĂ disposizione anche su come deve essere montato, ovvero con la punta (la prua) rivolta verso il mare, in direzione dell’Africa Orientale. Il monumento, prima di trovare una destinazione, rimane a lungo abbandonato in depositi e magazzini, e così diversi pezzi che lo compongono sono rubati o addirittura distrutti. Il monumento è costituito da una struttura solenne, articolata e retorica come molte costruzioni di epoca fascista. E’ realizzato in marmo di Carrara (i bassorilievi) e pietra bianca e ricorda la forma di una nave. Nella parte posteriore sono incisi i nomi delle localitĂ dei due fronti, fronte sud e il fronte nord, dove, tra il 1935 e il 1936, sono avvenute le piĂą importanti battaglie della campagna italiana nell’Africa Orientale. Il monumento comprende sei statue in bronzo che rappresentano i corpi militari dell’esercito italiano, della marina e dell’aviazione che hanno partecipato alla guerra coloniale; le truppe indigene dell’Africa Orientale Italiana (i cosiddetti Ă scari), che hanno combattuto al fianco degli occupanti, e i lavoratori italiani in Africa. Le statue in bronzo sono state realizzate da Romano Romanelli, ad esclusione di quella del lavoratore. Il sesto bronzo raffigurante un lavoratore portava tra le mani un piccone che, in seguito ad un atto vandalico, è stato distrutto e gettato tra gli scogli. Il bronzo originale realizzato da Romano Romanelli è andato perduto negli anni in cui il monumento era conservato nei depositi della dogana. La versione attualmente presente nel monumento è stata realizzata da un allievo di Romanelli. Per rispetto nei confronti del maestro la statua è stata realizzata di dimensioni piĂą piccole rispetto agli altri bronzi. Del monumento fanno parte diversi bassorilievi che lo circondano orizzontalmente, realizzati sempre da Romano Romanelli su lastre di marmo di Carrara. I bassorilievi rappresentano scene di battaglia, mezzi militari, scene di lavoro, ETC. All’interno del monumento è stata realizzata una cappella votiva dedicata al legionario italiano caduto in Africa Orientale. Si tratta di una sala di quindici metri per cinque circa, rivestita alle pareti con lastre di marmo rosso. All’interno è presente una scultura che rappresenta un soldato caduto in Africa, di cui quasi tutti ignorano l’esistenza poichĂ© la cappella è chiusa all’accesso del pubblico. La qualitĂ artistica dei bronzi e dei bassorilievi, la complessitĂ dei simboli rappresentati e della forma architettonica, ne fanno un’opera d’arte che merita di essere tutelata e valorizzata. Un’opera d’arte che va difesa anche perchĂ© ci ricorda un periodo della nostra storia che mai piĂą vorremmo si ripetesse.
Codice identificativo: Monumento dislocato in Siracusa – Piazza dei Cappuccini
(a cura dell’A.N.C.I. Regione Sicilia)
